
Il Team Energy di SAFFI 1929 è sempre più spesso chiamato a sviscerare la tenuta economica dei business plan legati agli impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) ed, in quest’ambito, di impianti fotovoltaici. Che si tratti di asseverare Piani Economico-Finanziari (PEF) afferenti a Impianti Utility Scale nell’ambito di iter autorizzativi, di strutturare cartolarizzazioni immobiliari che abbiano come sottostante siti ready-to-build o Club Deal di investimento su operazioni di autonomia energetica, la domanda centrale rimane una: quanto regge il business plan rispetto alla curva attesa dei prezzi dell'energia nel periodo di connessione?

Chi non adotta curve dell’energia fornite da “provider” qualificati, generalmente adotta curve di prezzo che recepiscono i prezzi forward correnti (quotati sul GME o sul mercato EEX di Francoforte) ed approda su uno "zoccolo" piatto, a volte inflazionato dopo i primi 4-5 anni.A fini di stress test, si tende poi a stimare il dato di “zoccolo” che mantiene l’operazione in equilibrio economico finanziario, in logica di break-even analysis. Tuttavia, questo approccio ignora una variabile che sta diventando critica: la divergenza del prezzo zonale rispetto al PUN.
Molti operatori e investitori non percepiscono ancora quanto il PUN (Prezzo Unico Nazionale) sia un dato puramente teorico. La realtà del mercato elettrico italiano è configurata su variabili orarie e territoriali che si stanno divaricando in modo netto, nonostante gli sforzi strutturali di Terna per la stabilizzazione della rete:
Per rispondere a questa complessità, SAFFI 1929 ha implementato una facility proprietaria che immagazzina i dati storici del GME per estrapolare fattori correttivi precisi. Il nostro tool analizza i prezzi zonali orari su serie storiche significative, offrendo output che correggono la proiezione del PUN nazionale (sia esso di derivazione “provider” o basato su curve forward) in funzione della zona di mercato in cui insiste l'impianto (la “Rettifica”).
I risultati emersi dalle analisi della nostra facility mettono in discussione un vero e proprio dogma del settore. In regioni ad alto irraggiamento come la Sicilia o la Sardegna, l'eccesso di offerta solare nelle ore centrali della giornata sta spingendo il fattore di correzione rispetto al PUN verso il basso, assestandosi su valori compresi tra 0,85 e 0,90.
In parole semplici: produrre molta energia dove tutti gli altri operatori stanno producendo nello stesso identico momento deprime il valore di mercato di quel chilovattora.
Il nostro suggerimento strategico agli stakeholder è di non focalizzarsi unicamente sulle regioni a più alto irraggiamento teorico. È fondamentale complementare la visione con aree (come il Centro-Nord) dove il minor irraggiamento solare è compensato da un fattore correttivo molto più mitigato, stabile e favorevole alla tenuta economica del business plan.

Saffi 1929, anche nella sua veste di asseveratore di piani economico-finanziari, ritiene che l’applicazione della Rettifica alle curve di PUN atteso dell’energia aumenti la significatività dei business plan posti a base delle decisioni di investimento dei vari stakeholder coinvolti.
> Salvo progetti dedicati all’autoconsumo fisico o a distanza, la localizzazione dell’iniziativa diventa sempre più rilevante per la tenuta dei rendimenti dell’iniziativa.

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